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L’ascia di rame
L’oggetto più significativo dell’Uomo venuto dal ghiaccio è senz’altro l’ascia. Il manico in legno di tasso è lungo circa 60 cm ed ha la testata a gomito, che permette l'inserimento della lama, fissata con pece di betulla e stringhe di pelle. La lama in rame di forma trapezoidale e lunga 9,5 cm mostra evidenti segni di usura. L'ascia era del resto adatta ad abbattere alberi, come hanno dimostrato prove di archeologia sperimentale. Nel periodo attorno al 3000 a.C. le asce in rame erano uno status symbol, ma anche armi assai apprezzate. E' quindi possibile ipotizzare che Ötzi fosse un capo clan o un guerriero.
- Il rame
- Visto da vicino – L’ascia di Ötzi
- Status symbol o utensile di uso quotidiano?
- Non si abbandona la pietra
Il rame
Insieme all’oro, il rame, è fra i primi metalli lavorati dall’uomo. Ciò è strettamente correlato anche al fatto che entrambi i metalli esistono in natura, anche in forma pura, seppure raramente. Più frequenti sono invece i minerali del rame. In particolare, durante la preistoria le Alpi erano note per i giacimenti di minerali ramiferi; Il rame è un metallo relativamente morbido, molto plasmabile e quindi facile da lavorare. Inizialmente i metallurghi dell’età del rame creavano oggetti, martellando a freddo pezzi di rame puro. Più tardi hanno imparato a lavorare anche i minerali ramiferi, estraendo il rame, fondendolo e colandolo in stampi.
Visto da vicino – L’ascia di Ötzi
Il metallo per realizzare la lama dell’ascia di Ötzi è stato ricavato da un minerale ramifero, successivamente fuso e colato in uno stampo di fusione (link a testo OBJEKT 9: Lo stampo di fusione di Collalbo - Piperbühel) cosiddetto bivalve, perché diviso in due parti. La lama non ha subito ulteriori processi di finitura a freddo; soltanto la parte tagliente reca inequivocabili tracce d’uso ed è stata riaffilata mediante ribattitura (sequenza fotografica). Il manico dell’ascia è in legno di tasso (foto): per costruirlo è stato usato un ramo spuntato dal tronco dell’albero quasi ad angolo retto. La punta di rame è stata poi fissata nella forcella del manico con catrame di betulla e ulteriormente assicurata avvolgendo delle stringhe di pelle intorno al manico. La funzionalità di quest’ascia è stata discussa e messa alla prova dagli archeologi moderni: servendosi di una copia di questo oggetto preistorico, l’archeologo sperimentale Harm Paulsen ha impiegato solo 35 minuti per tagliare il tronco di un albero di tasso.
Status symbol o utensile di uso quotidiano?
Secondo gli archeologi, durante l’età del rame europea le asce con lame in rame fungevano da elemento distintivo del rango sociale e quindi erano indice di una divisione della società in ceti. Ciò è testimoniato dai reperti di numerose necropoli, come, ad esempio, quella di Remedello di Sotto, a sud-ovest del Lago di Garda. In questa necropoli solo il 17% delle asce deposte nelle tombe maschili ha una lama in rame. Le asce non erano, però, solo oggetti di rappresentanza, ma venivano usate anche come attrezzi o armi. Ne sono un esempio evidente i chiari segni di usura sulla lama dell’ascia dell’Uomo venuto dal ghiaccio, che è paragonabile per forma e dimensioni a quelle ritrovate nella necropoli di Remedello.
Non si abbandona la pietra
Nell’Europa centrale la selce e la pietra (link ObText 8: Pietre verdi per nuove armi) rimangono materie prime in uso per la produzione di attrezzi ed armi anche durante l’età del rame. Le punte di lama di ascia in pietra fungono anzi da modello per le prime lame in rame. L’Uomo venuto dal ghiaccio è un esempio chiaro e interessante di questo uso contemporaneo della pietra e del metallo. Oltre all’ascia in rame, infatti, il suo equipaggiamento comprende numerosi oggetti in selce, come ad esempio le punte del pugnale e delle frecce. La cintura con marsupio conteneva, inoltre, un raschiatoio, un perforatore e una lama in selce. Persino la punta di freccia che ha provocato la morte di Ötzi è in selce!

