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Die Steinpyramide am Fundort

La questione del confine

Poco dopo il recupero, si è sparsa la voce che la mummia era stata trovata in territorio italiano, anziché austriaco come si era pensato in principio.
Secondo il trattato di St. Germain-en-Laye, stipulato nel 1919 fra la Repubblica austriaca, le Potenze Centrali e quelle vincitrici della 1° Guerra Mondiale, il confine correva lungo lo spartiacque che separa le valli dell’Adige e dell’Inn. All’epoca, però, nell’area del Giogo di Tisa lo spartiacque era coperto di ghiaccio e quindi non era stato possibile stabilire esattamente dove passasse.

Il nuovo rilevamento del confine disposto dalle autorità il 2 ottobre 1991 ha decretato che il luogo del ritrovamento si trova esattamente a 92,56 m entro il confine di Stato italiano, su territorio altoatesino.

Anche se nel luogo del ritrovamento della mummia l’Inn defluisce verso nord, il diritto internazionale riconosce la validità del confine tracciato dopo la 1° Guerra Mondiale.
L’amministrazione dell’Alto Adige, quindi, ha rivendicato la proprietà della mummia e degli oggetti ritrovati, che però da contratto dovevano rimanere presso l’Università di Innsbruck fino alla fine delle ricerche scientifiche. Le autorità altoatesine, inoltre, hanno autorizzato l’Istituto di preistoria e protostoria dell’Università di Innsbruck a condurre subito le ricerche archeologiche successive alla scoperta.

Oggi sul luogo del ritrovamento della mummia dei ghiacci si erge una piramide di pietra alta 4 metri.