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FAQs Ötzi

ÖTZI - L’Uomo venuto dal ghiaccio / Frequent asked questions

1 Il mondo 5000 anni fa
Le indagini scientifiche non lasciano dubbi: l'uomo venuto dal ghiaccio visse tra il 3350 e il 3100 a.C., quando i megaliti di Stonehenge in Inghilterra non erano ancora stati eretti e 600 anni prima che sorgessero le piramidi di Giza, in Egitto. In Europa stava iniziando l'età del rame e il continente era ancora scarsamente popolato: una distesa di boschi e paludi, dove i pochi insediamenti umani somigliavano a minuscole isole collegate da sentieri. L'uomo di allora viveva soprattutto di agricoltura e di pastorizia, in villaggi di non più di 30-60 persone.
Europa: civiltà avanzata, scarsa densità abitativa, nessuna città

2 Ma qui c'è un morto!
19 settembre 1991: Erika e Helmut Simon, di Norimberga, scendendo dalla cima del Similaun fecero una macabra scoperta: un cadavere riverso nella neve. Comunicarono subito la loro scoperta al Rifugio Similaun (I), dal quale fu lanciato l'allarme alla gendarmeria ed al soccorso alpino austriaci, che però fallirono nei primi tentativi di recupero: il corpo era incastrato nel ghiaccio. Uscirono i primi trafiletti sui giornali. Il quarto giorno, finalmente, con l'assistenza di un medico legale, si riuscì ad estrarre la salma e a trasportarla in elicottero dapprima a valle, poi all'Istituto medico legale di Innsbruck (A). Fino a quel momento, non fu consultato alcun archeologo.
Scoperto per puro caso nel 1991 e recuperato dopo 4 giorni

3 Dove fu ritrovato Ötzi?
Ötzi, come presto fu ribbattezzata la mummia, fu rinvenuto nel bel mezzo delle Alpi Ötztaler, a 3210 metri di quota, in una stretta conca rocciosa di 2-3 metri di profondità. La conca si trovava nei pressi del confine italo-austriaco ed inizialmente si pensò che il luogo del ritrovamento fosse in territorio austriaco. Ben presto, però, sorsero i primi dubbi, se non altro perché nel 1922, quando fu tracciato il confine tra i due Paesi, tutta la zona era coperta da una corazza di ghiaccio di almeno 20 metri. Il verdetto dei rilievi topografici fu sorprendente: Ötzi "apparteneva" all'Alto Adige.
I rilievi chiariscono ogni dubbio: il sito si trova in Alto Adige

4 Scavi nella neve e nel ghiaccio
Cinque giorni dopo il rinvenimento della mummia fu convocato per la prima volta un archeologo, il Prof. Konrad Spindler di Innsbruck. Il giudizio dell'esperto fu immediato: la salma aveva almeno 4000 anni. Un ritrovamento archeologico sensazionale. In tutto il mondo, Ötzi apparve sulle copertine di giornali e riviste. Prima dell'arrivo dell'inverno ci si affrettò a recuperare altri oggetti dal sito archeologico. Solo l'estate successiva si poté proseguire con una ricerca approfondita che, con l'aiuto di vaporizzatori, asciugacapelli e setacci speciali portò alla luce altri reperti di eccezionale valore.
Gli scavi nel ghiaccio svelano altri reperti di eccezionale valore

5 Come mai è stato ritrovato intatto?
Grazie ad una serie di incredibili coincidenze: Ötzi morì in alta quota, nella fredda regione dei ghiacciai e il suo corpo giacque in una conca rocciosa che lo protesse. Iniziò il processo di mummificazione. Con l'arrivo dell'inverno, ma probabilmente anche prima, il suo corpo fu ricoperto di neve e si conservò così come in un congelatore. Con il passare dei secoli il ghiacciaio soprastante scivolò sopra di lui, ma non gli arrecò alcun danno, poiché la conca nella quale giaceva era posta di traverso rispetto alla direzione di scivolamento del ghiaccio.
Conservato al fresco ed all'umido in una conca di roccia

6 Nonno Ötzi?
Se sia stato nonno, non lo sapremo mai, ma certamente Ötzi era uno dei membri più anziani del suo villaggio. Ce lo ha rivelato un campione del suo femore. La struttura delle nostre ossa infatti cambia infatti secondo l'età e mostra segni di usura differenti. Le ossa di Ötzi dicono che aveva 46 anni, un'età davvero "veneranda" per quei tempi.
Probabilmente il più anziano del suo villaggio

7 Che aspetto aveva?
Ötzi è un uomo proprio come noi, è un homo sapiens sapiens. Se fosse vivo e vestito con abiti moderni, nessuno lo noterebbe. Era infatti alto 1,60 m, portava il 38 di scarpe e pesava circa 50 kg, tutti dati che rispecchiano la media della popolazione umana dell'età del rame. Dopo la mummificazione il peso si è ridotto a 13 kg e la statura a 1,54 m. Ötzi aveva gli occhi marroni e capelli bruni e lunghi che portava sciolti sulle spalle. Un "segno particolare" erano gli incisivi superiori molto distanziati tra loro.
Occhi marroni, capelli scuri, 1,60 m d'altezza, 50 kg di peso

8 Perché Ötzi è così speciale?
Fino al settembre del 1991 ci era possibile ricostruire il Neolitico solo grazie a miseri resti come scheletri, tombe, corredi funebri. L'unicità del ritrovamento di Ötzi sta nel fatto è morto improvvisamente, strappato alla sua vita quotidiana, e che il processo di mummificazione che lo riguarda è di tipo umido: le condizioni di conservazione del suo corpo, dell'abbigliamento e degli oggetti che aveva con sé al momento della morte sono perfette. Questo genere di mummie è assai raro, e così ben conservato è di grandissimo valore: pelle, capelli, occhi, tessuti, organi interni e persino il contenuto dello stomaco sono rimasti intatti. Una finestra su un'epoca creduta ormai persa.
Si è conservato tutto: tessuti, organi e persino i vestiti

9 Che cosa mangiava di solito?
Poco prima di morire, Ötzi mangiò ancora carne (stambecco, cervo) e diversi vegetali, principalmente cereali. Nel suo intestino sono stati ritrovati anche dei piccolissimi frammenti di carbone, segno che aveva cotto il cibo direttamente sul fuoco. I cereali erano un alimento base nella dieta di allora, che veniva completata con vegetali come il prugnolo, le mele selvatiche, i funghi, le bacche e i legumi. Diversi oggetti ritrovati presso la mummia, come tendini, pelli, corna e ossa ci raccontano anche di attività di caccia e d'allevamento di bestiame. Il contenuto dello stomaco deve essere ancora sottoposto ad analisi.
Nell'intestino: carne e vegetali

10 Perché si chiama "Ötzi"?
"Questo cadavere, rinsecchito e dall'aspetto raccapricciante, deve diventare più simpatico ed amabile, per farne un buon evento mediatico", è stata questa l'opinione del giornalista viennese Karl Wendl, che nel suo articolo lo ribattezzò con il nomignolo più breve ed efficace di Ötzi (dalle Alpi Ötztaler dove fu ritrovato). Ben presto la mummia del Similaun fu chiamata in tutto il mondo con il nuovo nome, anche se negli ambienti ufficiali e per gli scienziati continua ad essere l' "uomo venuto dal ghiaccio".
Il nome viene dalle Alpi Ötztaler in cui fu ritrovato

11 Perché conosciamo la sua età?
Gli scienziati sono risaliti all'età di Ötzi grazie all'analisi del carbonio 14. Questo isotopo radioattivo del carbonio, presente naturalmente nell'atmosfera, entra con la fotosintesi nelle piante e attraverso la catena alimentare si accumula negli animali e negli uomini. Con la morte il processo di accumulo del C-14 si interrompe e l'isotopo scompare gradualmente e a ritmo costante dall'organismo. Dalla quantità di carbonio 14 presente nella mummia, circa la metà di quanto ve ne fosse al momento della morte, si sa quando visse: tra il 3350 e il 3100 a.C.
Le analisi del carbonio 14 svelano che Ötzi ha più di 5000 anni

12 Lo stress del Neolitico
Quando morì, Ötzi non era in buona salute: le articolazioni mostrano segni di usura, i suoi vasi sanguigni erano calcificati, i denti consumati e l'intestino era infestato da tricocefali. Un'unghia delle dita rinvenuta negli scavi successivi dimostra che soffriva di una patologia cronica e i profondi solchi trasversali indicano inoltre che il suo sistema immunitario era stato esposto a forti stati di stress circa 8, 13 e 16 settimane prima di morire. Si è anche potuto dimostrare che aveva subito una frattura multipla delle costole, peraltro perfettamente sanata, ed una rottura del setto nasale.
I segni tipici dell'età e dello stress

13 Medicina neolitica
Su tutto il corpo Ötzi ha circa 60 tatuaggi, realizzati tramite sottili incisioni e non, come oggi, con degli aghi. Questi segni si trovano in corrispondenza delle articolazioni più usurate, che probabilmente causavano ad Ötzi forti dolori: nella zona lombare, al ginocchio destro, ai polpacci e alle articolazioni del piede. I tatuaggi servivano a recidere piccoli fasci di fibre nervose, e questo portava ad un'attenuazione del dolore. Essi erano quindi presumibilmente una terapia antidolorifica e non un ornamento per il corpo.
Tatuaggi contro il dolore

14 Che cosa ci dicono i suoi denti?
Ciascuno di noi, fin dalla prima infanzia, accumula nel proprio smalto dentario isotopi di stronzio, piombo ed ossigeno. Raffrontando la loro concentrazione con quella di campioni di suolo ed acqua, si può risalire con una certa precisione al luogo in cui una persona è vissuta. E per Ötzi questo luogo è l'Alto Adige. Egli trascorse la sua prima infanzia in Val d'Isarco e solo più tardi si spostò in Val Venosta. La sua dentatura rivela una carie incipiente, una paradentosi e superfici di masticazione molto usurate dalle impurità presenti nei cereali macinati a pietra. L'intensa usura degli incisivi dimostra che era solito usare i suoi denti come utensili.
I denti ci svelano dove visse

15 Analisi mediche
Per la prima volta nella storia della medicina, sono state usate le più moderne tecniche diagnostiche su una mummia di 5000 anni. La tomografia computerizzata, ad esempio, ci ha fornito immagini tridimensionali ed ha portato ad una ricostruzione del suo cranio identica all'originale, da cui emergono anche le deformazioni dovute alla pressione dei ghiacci. Dai rilievi endoscopici realizzati con una speciale sonda in titanio sono state ricavate immagini e campioni, inviati per accertamenti ad istituti di tutto il mondo.
Le indagini mediche hanno prodotto dati comparativi unici al mondo

16 La morte di Ötzi è stato un assassinio?
Ötzi morì per le conseguenze di una ferita causata da una freccia, ma la punta di freccia in selce non fu trovata fino al 2001, quando divenne visibile grazie ai nuovi esami radiografici. La freccia, scoccata alle sue spalle da una distanza notevole, gli trapassò la scapola sinistra, ferendo una importante arteria. L’emorragia fu massiccia e causò, in poco tempo, la morte. Inoltre, l’Uomo venuto dal ghiaccio ha una ferita alla tempia e un trauma cerebrale. Non è chiaro se fu il tiro di freccia a farlo cadere a terra o se fu spinto da qualcuno. Del suo assalitore non rimase alcuna traccia.
Trafitto mortalmente alla schiena da una freccia

17 Perché fu ucciso?
Ötzi stava fuggendo quando morì. Lo si può comprendere dall'attrezzatura che aveva con sé, ancora incompleta: prima di partire aveva cercato di costruirsi in fretta e furia ancora un arco e qualche freccia. La profonda ferita da taglio alla mano destra dimostra che ebbe probabilmente una colluttazione poco prima di morire. Ma il motivo che spinse il suo assalitore a colpirlo alle spalle resta ancora avvolto nel buio. Era in corso una guerra tra tribù? Un conflitto personale? O forse una rapina? Ma nulla gli fu sottratto della sua attrezzatura, nemmeno l'ascia assai preziosa che portava appresso. Stava forse accudendo un gregge che qualcuno volle rubargli?
Vittima di un contrasto.

18 Quando morì?
In uno dei suoi due contenitori di corteccia di betulla, Ötzi trasportava delle foglie di platanaria fresche, che si trovano di solito tra giugno e settembre, nelle quali aveva avvolto la brace per il fuoco. Il secondo indizio che suggerisce in che mese morì Ötzi è la carpinella, una pianta che fiorisce solo fino a giugno inoltrato. Nel suo intestino sono stati ritrovati dei pollini di carpinella, assunti inconsapevolmente con qualche alimento o semplicemente inalati con l'aria che respirava. Per questo si può determinare con una certa sicurezza che quando Ötzi morì era l'inizio dell'estate.
Da pollini e referti vegetali sappiamo che morì all'inizio dell'estate

19 Il look del Neolitico
Ötzi era perfettamente abbigliato ed attrezzato per l'alta montagna. Per proteggersi dal vento e dal freddo indossava un mantello di pelo con motivi a righe ed un copricapo di pelle. Portava calzoni di pelle di capra che gli consentivano una piena libertà di movimento e calzature assai sofisticate: l'interno era una rete fatta di corda intrecciata ed imbottita di fieno per riparare dal freddo, mentre l'esterno era in robusta pelle di cervo. Cinghie di cuoio incrociate fungono da "battistrada" per la suola. Tutti i vestiti, caratterizzati da grande funzionalità, erano tagliati con estrema precisione e confezionati con grande cura.
Un abbigliamento funzionale in pelle e cuoio finemente lavorati e cuciti assieme

20 Un'attrezzatura perfetta
Ötzi disponeva di un'attrezzatura idonea a sopravvivere lontano dalla civiltà anche per lungo tempo. Aveva con sé tutto il necessario per accendere un fuoco e per costruirsi armi. Nel marsupio trasportava dell'esca da fuoco, lame e punte di selce, nonché gli utensili per lavorarle. Il pugnale era sempre a portata di mano nel fodero di rafia e nella faretra sono stati rinvenuti tendini animali, una manciata di punte di corna di cervo e 14 frecce, di cui solo 2 già pronte all'uso, mentre le altre erano ancora da finire, così come l'arco.
Un'attrezzatura completa di utensili e materiali di consumo

21 L'ascia di rame: arma o simbolo di potere?
L'oggetto più prezioso che Ötzi portava con sé è l'ascia di rame, l'unica al mondo risalente al Neolitico giunta perfettamente integra fino a noi. Per il tipo di lama si ritenne inizialmente che l'ascia fungesse da emblema di rango sociale, che fosse un oggetto rappresentativo riservato solo alle classi guerriere o dominanti. Ma le evidenti tracce d'uso e gli esperimenti effettuati con una ricostruzione precisa dell'oggetto hanno dimostrato che una simile ascia poteva servire addirittura ad abbattere gli alberi.
L'ascia con la lama di rame era allo stesso tempo simbolo di status, arma ed utensile

22 L'arco, un'arma micidiale
L'arco, in legno di tasso e lungo 1,82 m, superava in altezza l'uomo venuto dal ghiaccio di buoni 20 cm, ma non era ancora completo: mancano l'impugnatura e le tacche per i tiranti di tendine. Inoltre l'arco doveva ancora essere raschiato e lucidato. Come ha dimostrato la copia ricostruita, con un arco del genere si può abbattere la selvaggina senza problemi da una distanza di 30-50 metri e a 30 metri si riesce perfino a trapassare il corpo di un cervo.
Un arco ancora incompleto in legno di tasso: preciso e letale

23 Che cosa ci faceva Ötzi a 3000 metri?
Già allora gli uomini si spostavano molto e avevano contatti commerciali anche in posti lontani. Per questo erano abituati a muoversi anche in alta montagna, dove andavano alla ricerca di giacimenti di minerali e portavano d'estate i loro greggi di capre e pecore. Ancora oggi i contadini della Val Senales portano le loro pecore oltre il confine, sugli alpeggi in quota delle Alpi Ötztaler, lungo la stessa via percorsa da Ötzi nel suo ultimo viaggio. Stava forse cercando di raggiungere un luogo che conosceva bene, o era forse un pastore nomade?
In marcia da sud a nord in territori che conosceva

24 Dove viveva Ötzi?
Ötzi visse sul versante meridionale delle Alpi, come testimoniano il polline ritrovato, i denti e i pezzetti di legno, ma anche la selce, proveniente dall'area del lago di Garda. Mentre la forma della sua ascia rimanda alla civiltà Remedello, localizzata nella pianura padana. È probabile che Ötzi fosse un componente della civiltà alpina detta “Tamins-Carasso-Isera 5” insediata in Val Venosta. Purtroppo Ötzi non aveva con sé alcun frammento di ceramica, che renderebbe più agevole una attribuzione geografica precisa. Ogni civiltà aveva infatti un proprio modo di lavorare l'argilla, di decorarla e cuocerla.
Faceva parte della prima civiltà alpina autonoma?

25 Il ritorno a Bolzano
Per sei anni, Ötzi è rimasto affidato alle cure dell'università di Innsbruck, finché nel 1998 fece ritorno là dove era iniziato il suo ultimo viaggio. Da allora il Museo Archeologico dell'Alto Adige è la sua ultima dimora. Qui, avvolto nella penombra e sotto stretta sorveglianza è esposto ai visitatori di tutto il mondo, che si trovano di fronte ad un testimone del loro stesso passato, in ammirazione, affascinati ed allo stesso tempo toccati profondamente. Il museo racconta la sua storia con dati costantemente aggiornati sulle ricerche in corso, videoproiezioni e stazioni multimediali interattive.
Conservato ed esposto al Museo Archeologico dell'Alto Adige

26 Alta tecnologia
Per evitare la decomposizione della mummia e per consentire ulteriori studi, è stato necessario ricreare artificialmente le condizioni che hanno regnato sul ghiacciaio per 5000 anni: freddo glaciale, appunto, ed elevata umidità dell'aria. È stato sviluppato un sistema di refrigerazione unico al mondo, che non solo conserva la mummia nelle condizioni ottimali, ma che ne consente l'esposizione al pubblico. Per impedire un'eccessiva perdita di umidità, il corpo di Ötzi viene spruzzato d'acqua, in modo che sulla superficie si formi un sottilissimo strato di ghiaccio.
Conservato nelle medesime condizioni idroclimatiche di un ghiacciaio

27 Un esperto di legni?
L'attrezzatura di Ötzi era fatta di materiali naturali, come pelle, corda e legno, quest'ultimo di tipologie diverse, incredibilmente numerose. A quanto sembra, per ogni singolo oggetto veniva utilizzato il materiale più idoneo: tasso privo di resina e compatto per l'arco e il manico dell'ascia, viburno diritto per le aste delle frecce, frassino duro per l'impugnatura del pugnale, nocciolo, molto elastico, per l'intelaiatura curva della gerla. Gli uomini del Neolitico disponevano di conoscenze dettagliate ed approfondite sulla natura che sono andate perse con la civiltà moderna.
I legni di Ötzi: un'incredibile varietà ed una selezione precisa

28 Ötzi non era solo
Gli esemplari più antichi di ippoboscidi sono stati ritrovati su alcuni campioni di peli prelevati dai reperti recuperati vicino ad Ötzi. Gli ippoboscidi sono ematofagi che colpiscono per lo più selvaggina, ma occasionalmente anche l'uomo. Però, nonostante esami approfonditi, nei capelli di Ötzi non è stato ritrovato alcun tipo di pidocchi. Tra i vestiti invece si erano nascoste due pulci e nelle feci sono state ritrovate uova di tricocefalo.
Furono trovati numerosi piccoli animali